GODERE DELLA "COMUNIONE"
Tra le alterne vicissitudini della vita, l’essere umano esprime sempre nel suo agire il desiderio di una sua realizzazione. Quando poi questa diventa espressione vissuta nel suo ambito sociale, la famiglia, il quartiere, il luogo di lavoro, la scuola, le amicizie, ecc., allora sente in se una particolare "soddisfazione"; l’aver toccato con mano una certa qual presenza spirituale – l’inglese dice "feeling" – del suo essere realtà umana.
L’intendersi, l’amarsi, il condividere, diventano espressioni e realizzazioni proprie dell’umanità. Ed è bello gustarle e goderne! Un desiderio di pace "dentro" che ti fa andare avanti. Che ti fa dire: "allora si può…per questo sto bene nel luogo dove mi trovo…con le persone con cui sto…".
Se poi questo spazio, questo luogo diventa benedetto dal Signore; se questo ambito è riunione, assemblea convocata dal Signore, voluta da Lui "nel Suo Nome", allora ti rendi conto che non è opera tua, delle tue mani. Senti il suo "passare" intenso. Tocchi con mano la sua "presenza". E’ quello che io (per mia esperienza) ho toccato con mano al Campo Estivo di fine agosto.
Sappiamo! Ogni opera dell’uomo è macchiata di finitezza. Anche le cose più belle si corrompono. Infatti anche nelle nostre relazioni l’uomo, pur nel suo desiderio di pace, esprime sempre quel non so che di personale, di egoistico, di possesso. E quando cosi diventa si manifestano le incomprensioni, le esasperazioni e le divisioni. Fa parte della nostra mortalità! Della nostra finitezza! Del peccato di Babele che sta dentro il cuore dell’uomo ferito dal peccato; della sua condizione "mortale". Molto spesso uno si chiede: ma come mai… io volevo la pace, l’intendimento, il chiarimento; e ne risulta invece l’incomprensione, il sospetto, la divisione, financo l’odio…!
Ma si sa! Questo mistero è spiegato per noi dalla Rivelazione di Dio nella Bibbia "l’uomo a causa del peccato – orgoglio di se stesso, la ribellione forte contro Dio e contro il fratello – ha perso la Sua amicizia" e contiene in se l’attitudine alla divisione, al sospetto. La cattiveria si fa arma della propria difesa, del proprio agire.
Cristo Gesù è venuto per questo: ricucire, ritessere nel cuore umano l’agire dell’amore. Per questo ha creato la Chiesa: il "luogo dove poter godere della COMUNIONE". Che è soprattutto "star bene con l’altro" che per questo diventa "FRATELLO". Fratelli "koinonia". Star bene INSIEME. La COMUNIONE FRATERNA.
COSI FAI ESPERIENZA CHE SOLO LUI UNISCE. La dove l’uomo ha forte tendenza nel dividere. Dove la "divisione" (in ogni ambito: dalla famiglia, alla società) diventa lo strascico puzzolente del "nemico": il diavolo (dal greco dia-ballo: separatore, divisore).
Ecco. A Gualdo Tadino ho gustato la "Comunione" fra giovani e adulti, fra me e loro; e…peccato…che tanti altri, per impegni, o scelte, o sospetti interiori, non ne hanno voluto e potuto godere!! Mi vien da dire: "mi dispiace per voi…un’altra occasione perduta!" Al di la dei veri e sinceri impedimenti, resta l’intenzione del cuore (la figura di Davide ci ha insegnato davvero tanto!). Li solo Gesù Cristo ci conosce e sa se il nostro desiderio è la "vera comunione" con Lui, e quindi fra i fratelli, oppure…
Spero che quello che abbiamo gustato a Gualdo Tadino lo si desideri durante tutto l’anno. Per me è cosi. Questo è l’anno del VENTENNALE. Una Comunità che diventa "matura". Spero diventi davvero "cercare e godere della comunione"
Don Riccardo, Parroco
(domenica 9 settembre 2007)