Prima di leggere questi appunti consiglio di riflettere sui testi della Dei Verbum 11-12 del Concilio Vaticano II sulla ispirazione e interpretazione della Sacra Scrittura

Due brevi testi (di facile lettura) che si possono consultare per un approfondimento:

  • G.Perego-G.Mazza, ABC dei Vangeli apocrifi, Ed. San Paolo 2007, €.2,50
  • C. Giannotto-A.Magris-P.Sacchi, Il mondo degli Apocrifi – Lettura minore?, Ed. San Paolo 2010, €. 5

Per una lettura dei testi ( a mio avviso il migliore):
      Gli Apocrifi del NT a cura di Mario Erbetta, Marietti 2003 2 vol. €100


Il termine: apokryphos non è di facile definizione. Usato fin dal II sec. d.C. può avere diverse sfumature:

  • Il termine viene usato per indicare alcuni scritti riservati a persone “iniziate” che rimangono “segreti” alla gente comune. Si tratta per lo più di testi diffusi nei circoli gnostici
  • Sinonimo di “eretico o falso” in opposizione alla dottrina vera
  • “non canonici” in opposizione a quelli che la chiesa riconosce come “canonici”. In greco il termine “kanon” significa “regola”

Il canone dell’AT comprende 46 libri dei quali solo 39 appartengono alla Bibbia ebraica e sono riconosciuti dalla chiesa della Riforma. Questi 39 libri fanno parte già di un canone ebraico nel II sec. a.C.  I primi testi ad ottenere un riconoscimento furono i libri della Torah (Gen-Es-Lv-Nm-Dt) nell’epoca successiva all’esilio (VI sec a.C);  fanno seguito i testi dei profeti (Gs-Gdc-1-2Sam,1-2Re, Is, Ger, Ez e i dodici profeti minori) attorno al IV sec. a.C; più tardi nel II sec A.C si aggiungono gli Scritti (Sal-Gb-Pv-Rut-Ct-Qo-Lam-Est-Dan-Esd/Nm-1/2Cr). Alla lista dei 39 la Versione greca dei LXX aggiunge: Tb-Gdt-1-2Mac-Sap-Sir-Bar. Questa versione con i 7 della LXX sarà adottato dalle prime comunità cristiane e verranno chiamati Deuterocanonici (secondo canone).

Il canone del NT, è composto da 27 libri. La lista più antica in nostro possesso risale al 180 d.C, quella di Ireneo di Lione e sono assenti: Giacomo, 2 Pietro, 3Giovanni e la lettera di Giuda. Anche in un frammento del 190 d.C, detto muratoriano (dallo scopritore Muratori nel 1740) alcuni libri mancano dall’elenco. I 27 libri sono riconosciuti nel suo insieme solo nel 367d.C in una lettera di S. Atanasio. Padre e dottore della chiesa; l’elenco di tutti i libri viene confermato solennemente dal Concilio di Firenze (1431) e di Trento (1546).

Criteri di classificazioni: per l’At testamento si sono assunti quella della versione greca della LXX. Per il NT tre sono stati i criteri:

  • il criterio dell’apostolicità: il legame stretto tra i testi e gli apostoli. Il vangelo di Matteo e Giovanni furono accolti perché ritenuti scritti dagli apostoli; Marco e Luca perché patrocinati da due apostoli di cui erano discepoli, Pietro e Paolo
  • Il criterio della fedeltà agli insegnamenti di Gesù. Chi usciva dal seminato forzando l’attendibilità dei fatti o accentuando i tratti prodigiosi riceveva un peso minore.
  • Il criterio dell’uso liturgico: furono i testi più commentati, più usati nelle comunità cristiane di primi secoli ad essere poi accolti come testi sacri. Bisogna tener conto che la maggior parte dei testi apocrifi risalgono al periodo intertestamentario, cioè tra il II sec. a.C e il II sec. d.C.

“Vangeli apocrifi”

Vengono classificati secondi “i generi letterari” presenti nel Nuovo Testamento. Si parla di:

  1. Vangeli apocrifi
  2. Atti apocrifi
  3. Lettere apocrife
  4. Apocalissi apocrife

Sotto il termine “vangeli apocrifi” vengono raccolti scritti che hanno a che fare con la vita e gli insegnamenti di Gesù. Si distinguono:

  • detti di Gesù: raccolte di insegnamenti di Gesù. Le due raccolte più note, in quanto molto antiche, sono: Il Vangelo di Tommaso (scritto in copto e trovato nella biblioteca di Nag Ammadi ed è della seconda metà del II sec.. Contiene 114 detti di Gesù) e il Vangelo di Filippo (contiene 17 detti di Gesù e alcune storie su di lui. Risale nel suo nucleo al II sec. anche se fu elaborato nel III).
  • Narrazioni simili ai vangeli canoniciIl vangelo dei Nazareni probabilmente versione aramaica del vangelo di Matteo; vangelo degli Ebioniti che rifiuta il parto verginale di Maria e insiste sull’umanità di Gesù; il Vangelo degli Ebrei che attribuisce particolare rilievo alla figura di Giacomo fartello di Gesù; il vangelo degli Egiziani con connotazioni tendenti al rifiuto del matrimonio e della procreazione. Sono testi del II sec.
  • Testi sulla Passione e la Resurrezione di Gesù. Tra i più noti ricordiamo il Vangelo di Pietro (150 circa) che narra la storia di Gesù dal momento in cui Pilato si lava le mani davanti alla folla fino alla prima apparizione del risorto in Galilea.  Il testo attribuisce ai giudei la morte di Gesù. Il vangelo di Nicodemo, che ripercorre attraverso alcuni atti ufficiali redatti dal sinedrio il processo a Gesù. Il Vangelo del salvatore (II sec) e il vangelo di Gamaliele (post V sec).
  • I racconti della nascita e infanzia di Maria e di Gesù. Il testo più noto è il Protovangelo di Giacomo (conosciuto anche come Natività di Maria) del II sec. che dà spazio alla nascita di Gesù. Alla sua infanzia, al suo affidamento a Giuseppe. Da questo la tradizione ha attinto i nomi dei genitori della Vergine come pure l’interpretazione dei fratelli di Gesù quali figli avuti da Giuseppe rimasto vedovo dopo un precedente matrimonio. Conosciuto è pure il vangelo dell’infanzia di Tommaso che presenta degli aneddoti sulla vita di Gesù tra i cinque e i dodici anni.
  • I dialoghi e le rivelazioni del risorto: nelle correnti gnostiche riscontravano successo questi testi in cui un discepolo veniva scelto come depositario di particolari rivelazioni. In questo quadro nasce il vangelo di Maria dove la depositaria è Maria di Magda e il Vangelo di Luca in cui il depositario è Giuda l’Iscariota che tradisce per salvaguardare il disegno di Dio.

 

                                                                                              Don Francesco De Franco

 

V.le D. Cambellotti 18
00133 Roma
donf@tiscali.it