1) PORTARE AVANTI: con la conferma che tutta l’opera finora vissuta ha bisogno di continuare. Si è notato dallo stesso Cardinale Vicario il molto lavoro svolto in questi anni; quando all’Assemblea ha affermato di avere letto tutte le 15 pagine che avevo scritto come presentazione delle attività della Parrocchia! Con simpatia e soddisfazione ha sorriso alla sua fatica! E poi: "Ma questo è un bene… Da sostenere e prolungare. Senza dimenticarci della preghiera, per farsi forti di fronte alle difficoltà".

2) MIGLIORARE: magari! Personalmente, e con i miei sacerdoti, abbiamo notato che il primo miglioramento da effettuare è una sana e forte convinzione di "CONOSCERSI MEGLIO" fra le varie realtà operanti. Quando c’è molta carne al fuoco il rischio è di "disperdersi ciascuno dentro se stessi". Per questo insisto ed insisterò ora perchè le forze attive si conoscano meglio.
a) La comunione è sapere che l’altro c’è e fa bene. Fa diversamente da me; ma agisce sempre nel nome di Cristo Signore. Conoscersi, apprezzarsi per la propria specificità e lavorare insieme. Questa fatica di comunione "inter nos" va fatta, esigita, realizzata.
b) Comunione è evitare fortemente la difesa del "mio orticello". Intendo dire disponibilità a lavorare con gli altri. Ho precisato con chiarezza, e ripeto in modo molto fermo: "Non ci sono in questa parrocchia luoghi, spazi o altro di proprietà di nessuno! Non esiste un "mio", guai a chi me lo tocca!" Faccio un esempio per meglio capirci! Gli spazi sportivi sono per tutti, gestiti dall’Oratorio, ma la collaborazione e la disponibilità è per tutti.
c) Molto più: comunione non è "possesso" dell’altro, del suo spirito o delle sue attitudini. Si lavora insieme e se una persona ha preferenza e sensibilità per una specifica sensibilità, anzi va aiutata a crescere in questa. Per il bene di tutti.
d) Per questo, oltre la formazione del Consiglio Pastorale, mi piace pensare che settori come la Caritas e la Cultura, debbano avere una loro particolare "consulta parrocchiale"; per meglio conoscersi, integrarsi nell’aiuto e sostegno, nell’elaborare momenti d’insieme. Questo per evitare "divisioni territoriali" o doppioni di fatiche di lavoro. Sapere ad esempio quello che fa il Consultorio Familiare dei Cavalieri di Malta in parrocchia è importante per le suore di Madre Teresa o per i Volontari del VIDES.

3) CONTINUARE L’ANNUNCIO: Le parole del Cardinale sono state chiare: "Raggiungere i più lontani!" Non possiamo non esserci anche li! Nelle sacche dell’indifferenza e del vuoto spirituale. Se la nostra parrocchia è ricca nella promozione umana (dallo stesso suo interno si richiede sempre e comunque una perpetua formazione alla Parola e rinforzo nella fede); tanto più l’evangelizzazione richiede spinta, coraggio e fantasia.
Per questo nell’incontro dell’Assemblea dell’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, ho voluto che si ascoltasse la proposta di evangelizzazione, di una MISSIONE PER LE CASE DEL QUARTIERE, attraverso la presenza della Comunità Neocatecumenali. Da cominciare con questo mese di gennaio. Ci diranno in seguito come opereranno. Saranno per questo presentate la domenica 13 gennaio, Festa del Battesimo di Gesù Cristo. Recuperare la "presenza" in parrocchia avrà modo di aprire a coloro che nessuno raggiunge, essendo lo specifico di questo carisma. Ma anche di conciliare una parte della storia della parrocchia.
Sempre nella schiettezza e nella verità, come mi è piaciuto che si sia verificato quel giorno. Ben sapendo che al centro della Comunione vera sta nell’Amore di Cristo e il Perdono reciproco.

PORTARE AVANTI, MIGLIORARE, CONTINUARE L’ANNUNCIO!
NON POSSIAMO NON ESSERCI. LA CHIESA NON PUO’ NON ESSERCI…

Don Riccardo, Parroco
© 2026 Parrocchia Santa Maria Madre del Redentore.

Area riservata
Top ↑
Seguici: