L’Ascensione

Introduzione

Vogliamo focalizzare la nostra attenzione sul mistero pasquale. Stiamo vivendo il tempo di Pasqua, il tempo della nascita della chiesa, della testimonianza degli apostoli. Siamo alle porte di due grandi feste legate alla Pasqua, l’Ascensione che celebreremo domenica 1 Giugno e la Pentecoste l’8 giugno. Fermeremo oggi la nostra attenzione sull’Ascensione.  A Gerusalemme una edicola, posta alla sommità del monte degli ulivi, il monte degli avvenimenti pasquali, ci ricorda la salita al cielo di Gesù per sedere alla destra del Padre. Ascolteremo un brano tratto dagli Atti degli apostoli e leggeremo un commento al salmo 121 di S. Agostino. Il tempo a disposizione per il confronto personale ci aiuterà a confrontare la nostra vita con i testi ascoltati.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Dagli Atti degli apostoli

Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre «quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni».
Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».
Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo». (1,3-11)

Parola di Dio

 

Dagli scritti dei Padri: Commento di S. Agostino al Salmo 121 “A Dio si ascende amando con un cuore puro”

Quando l’amore impuro infiamma un cuore, lo sollecita a desiderare le cose della terra e a cercare ciò che, destinato a perire, conduce l’anima alla stessa rovina: la precipita in basso, la sommerge nelle profondità dell’abisso. Analogamente è dell’amore santo. Eleva alle cose del cielo, infiamma per i beni eterni, desta l’anima a bramare le cose immutabili e immortali, solleva l’uomo dalle profondità dell’inferno alle sommità del cielo. In una parola, ogni amore è dotato di una sua forza e, quand’è in un cuore innamorato, non può restarsene inoperoso: deve per forza spingere all’azione. Vuoi vedere come sia il tuo amore? Osserva a che cosa ti spinge. Non vi esortiamo, quindi, a non amare, ma a non amare il mondo, affinché possiate amare con libertà colui che ha creato il mondo. Un’anima irretita dall’amore terreno è come se avesse del vischio nelle penne: non può volare. Quando invece è pura da quegli affetti luridi che l’attaccano al mondo, può – per così dire – volare con ambedue le ali spiegate: le sue ali sono libere da ogni impedimento, dove per “ali” intendo i due comandamenti dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo. E dove [volerà] se non verso Dio? Sì, è verso di lui che volando ascenderà, poiché in effetti amando ascende. Prima però di potersi elevare e mentre ne sente in cuore il desiderio, geme per essere ancora sulla terra e dice: Chi mi darà le ali, come di colomba, e volerò e mi riposerò? Per dove spiccherà il suo volo se non per un luogo lontano dagli scandali in mezzo ai quali gemeva la persona che pronuncia le parole or ora ricordate? Vuol volare lontano dagli scandali; lontano dai cattivi ai quali è mescolato; vuol separarsi dalla paglia in mezzo alla quale si trova il buon grano. Giunto alla meta, non dovrà più soffrire per la mescolanza e la compagnia di alcun malvagio ma potrà vivere nella santa società degli angeli, cittadini dell’eterna Gerusalemme. (Sant’Agostino, Sul Salmo 121)

Ascoltiamo il commento alla Parola

 

Abbiamo appena ascoltato l’episodio narrato dall’evangelista Luca nel libro degli Atti. Luca, che conclude la sua prima parte del vangelo a Gerusalemme, ne riprende la narrazione e, dopo una breve introduzione, inizia la seconda parte con l’episodio dell’Ascensione. Nella teologia lucana Cristo è il Salvatore, colui che realizza la salvezza a Gerusalemme. Gerusalemme è il luogo in cui Cristo cessa la sua vita terrena ed è il luogo  in  cui nasce la chiesa. L’invito di Gesù “mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” è la perfetta sintesi della teologia lucana espressa negli Atti. Luca compone l’opera tra il 70 e l’80 d.C, quando sono già morti martiri Pietro e Paolo ma non trova posto la loro morte nella narrazione lucana. Perche? Luca non scrive gli Atti per narrare le vicende degli apostoli (il titolo al libro sarà dato solo successivamente) ma per evidenziare come gli apostoli avessero realizzato a pieno l’invito di Gesù di portare la Parola di Dio fino agli estremi confini della terra allora conosciuti. Nel testo appare evidente il contrasto tra le attese degli apostoli e la missione di Gesù.

Possiamo dividere il testo in due parti: vv. 3-8 , dialogo tra Gesù e gli apostoli, e vv. 9-11 lo smarrimento degli apostoli. La prima parte evidenzia che gli apostoli speravano  fosse Gesù a riportare il popolo ai fasti di un tempo, al periodo davidico-salomonico quando il regno d’Israele era florido e rispettato dai popoli vicini. Ma il rimprovero di Gesù è chiaro, ricorda loro di non avere la presunzione di stabilire i tempi in cui Dio dovrà realizzare i suoi progetti. L’invito rivolto agli apostoli è quello di porre la loro fiducia in Dio e di affidarsi a Lui. L’invito è quello di compiere la missione che è stata affidata loro: l’evangelizzazione.

Gesù non lascia gli apostoli da soli ma fa loro una promessa: il dono dello Spirito santo che, riprendendo i cc.14-16 del Vangelo di Giovanni avrà un duplice compito: insegnare e ricordareil Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26).

Il ruolo dello Spirito nella chiesa dell’inizio è fondamentale rileggendo le pagine degli Atti. Lo Spirito “precede” la missione degli apostoli, “sceglie” i popoli e le persone a cui portare l’annuncio, “accompagna” gli apostoli nella loro opera di evangelizzazione.

 

Riflettiamo domandandoci

– Gesù delude le attese degli apostoli. Non realizza le loro aspettative. Vi è mai capitato nella vostra vita di coppia di sentirvi delusi e non esuditi nelle vostre attese? Vi è mai capitato di porvi davanti a Dio con la presunzione di chi “deve ottenere ciò che chiede”?

– Quante volte nella vostra vita di coppia vi siete lasciati guidare dallo Spirito. Avete lasciato che lo Spirito  “precedesse” le vostre decisioni, “scegliesse” il meglio per voi e per la vostra famiglia, “accompagnasse” la vostra vita di coppia?

–  Nella vostra vita di “coppia testimone” lasciate che lo Spirito vi insegni ciò che dovete dire e fare o pensate che tutto dipenda dalle vostre capacità? In che modo lo Spirito, nella vostra vita, vi aiuta a fare “memoria”?

Preghiamo insieme

 

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno,
il custode d'Israele.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è come ombra che ti copre,
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male,
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

 

Concluderemo gli incontri del “Tobia e Sara” con un fine settimana a Cortona (AR) dal 27 al 29 Giugno sul tema dei “Vangeli apocrifi”. Dobbiamo completare le iscrizioni versando una caparra di 100€ a coppia.

La quota individuale di partecipazione è di € 40/42 a persona al giorno ( l'oscillazione dipende dal numero dei partecipanti). I bambini fino a quattro anni soggiornano gratuitamente. I bambini da 4 a 8 anni pagano € 25 al giorno.

Una gratuità ogni 25 paganti. Alla quota va aggiunta l'imposta di soggiorno di € 1,50 al giorno a persona ( esentati i minori di anni 12). Il gruppo avrà l'uso esclusivo della struttura e di tutti gli spazi comuni.