La fede: Alleanza, patto  (AT)

Nel primo incontro abbiamo parlato della fede come fiducia e affidamento. Abbiamo applicato il tutto alla vita di coppia. Nell’incontro di questa domenica faremo un secondo passo: la fede nell’AT: alleanza, patto con Dio. Prenderemo come testo di riferimento l’alleanza tra Dio e Abramo in quanto è in questo testo che emerge il rituale dell’alleanza. Leggeremo il testo e lo commenteremo facendo emergere che non c’è alleanza se non c’è assunzione di responsabilità tra i contraenti. La responsabilità non è minore o maggiore a seconda delle parti ma è uguale per entrambi. Nel matrimonio marito e moglie si sono assunti la responsabilità davanti a Dio di credere nel suo progetto e di portarlo avanti coinvolgendo tutto se stessi. Nell’alleanza alla fine del patto si erigeva una stele come segno e ricordo di quanto stabilito.  L’alleanza verrà rinnovata diverse volte durate la storia millenaria del rapporto tra Dio e il Popolo: Isacco, Giacobbe, Mosè, Giosuè, Davide, Salomone, I profeti, Esdra, Neemia , e il fondamento diventerà l’osservanza dei comandamenti, di cui lo shemà ne diverrà la sintesi “ama Dio …… e il prossimo tuo come te stesso”.

 

Dal libro della Genesi (15,1-19)

Dopo tali fatti, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: "Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande". Rispose Abram: "Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Elièzer di Damasco". Soggiunse Abram: "Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede". Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: "Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede". Poi lo condusse fuori e gli disse: "Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle"; e soggiunse: "Tale sarà la tua discendenza". Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

E gli disse: "Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra". Rispose: "Signore Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?". Gli disse: "Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un colombo". Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all'altra; non divise però gli uccelli. Gli uccelli rapaci calarono su quei cadaveri, ma Abram li scacciò.

Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco terrore e grande oscurità lo assalirono. Allora il Signore disse ad Abram: "Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in una terra non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno con grandi ricchezze. Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice. Alla quarta generazione torneranno qui, perché l'iniquità degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo".

Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un braciere fumante e una fiaccola ardente passare in mezzo agli animali divisi. In quel giorno il Signore concluse quest'alleanza con Abram:

"Alla tua discendenza
io do questa terra,
dal fiume d'Egitto
al grande fiume, il fiume Eufrate;
la terra dove abitano i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti, 20gli Ittiti, i Perizziti, i Refaìm, 21gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei e i Gebusei".

 

Dal vangelo secondo Giovanni (15, 1-17)

"Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

 

Ci dividiamo a coppia e insieme confrontiamoci su queste domande. Non ti preoccupare di rispondere a tutte, hai la possibilità di farlo durante il mese prima del prossimo incontro. Hai circa 30 minuti di tempo per confrontarti con tua/tuo moglie/marito

 

In che cosa e su che cosa ho fondato il mio matrimonio? Qual è la stele, la pietra miliare che ho posto  per vivere responsabilmente il mio matrimonio? Quanto, ritornando indietro nel tempo, mi sento di essere stato fedele  a quanto posto alla base del mio matrimonio?

Gesù ha ripreso lo shemà ma, pur salvaguardando l’amore per Dio, ha aggiunto: .. vi do un comandamento nuovo: “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati” (Gv 15). Il metro dell’amore diventa Gesù. Il modo in cui ha amato trova nella donazione di sé e nel perdono gli elementi essenziali.

 

Riesco a donarmi completamente a mia moglie/mio marito nel matrimonio? Ho delle riserve? C’è qualcosa che mi brucia dentro e che non sono riuscito mai a chiarire con mia moglie/mio marito?

 

Riesco a perdonare o facilmente mi lego le cose al dito? La sera prima di andare a letto se ci sono state delle incomprensioni mi giro dall’altro lato o cerco di chiarire per addormentarmi serenamente?

 

Mettiamo in comune quella che è stata la nostra riflessione. Ricorda che la tua esperienza può essere  un valido aiuto per tutti