La Resurrezione di Gesù

 

Introduzione

Vogliamo focalizza la nostra attenzione sul mistero pasquale. Stiamo vivendo la quaresima e riflettere sul cardine della nostra fede è sicuramente un valido aiuto per prepararci alla festa di Pasqua. Lo faremo visitando anche una delle quattro basiliche maggiori di Roma: Santa Maria Maggiore. Visiteremo la Basilica di Santa Maria Maggiore perché è connessa la sua costruzione ad un evento che tanto ha aiutato il completamento della teologia della chiesa: la divinità di Cristo. Nel 431 d.C. ad Efeso,in Turchia, si tiene il concilio che sancisce Maria come la Theotokos, cioè come la Madre di Dio. Noi sappiamo come dice Paolo che se “Cristo non fosse risorto la nostra fede sarebbe stata vana”, riflettere dunque sulla Resurrezione di Gesù ci porta al cuore della nostra vita di fede. Ascolteremo la proclamazione del brano sulla resurrezione tratto dal Vangelo di Giovanni a cui farà seguito una riflessione e poi avremo del tempo a disposizione per la riflessione di coppia e la condivisione.

 

Ascoltiamola parola di Dio (Gv 20,1-18)

“Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". 3Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. 10I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa.

11Maria invece stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto". 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo". 16Gesù le disse: "Maria!". Ella si voltò e gli disse in ebraico: "Rabbunì!" – che significa: "Maestro!". 17Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"". 18Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: "Ho visto il Signore!" e ciò che le aveva detto.”

Parola del Signore – Lode a te o Cristo

 

Ascoltiamo la Parola dei Padri

Commento al vangelo di Giovanni di S. Agostino – Omelia 121

 

Non rimanere ad una fede infantile, ma sforzati di raggiungere una fede più matura.

Non si rimproveri la donna per aver chiamato signore il giardiniere, e Maestro Gesù. Nel primo caso chiede un favore, nel secondo caso riconosce una persona; nel primo caso si mostra gentile con un uomo al quale chiede un favore; nel secondo caso esprime la sua devozione al Maestro che le ha insegnato a discernere le cose umane e quelle divine. Chiama signore uno di cui non è serva, intendendo arrivare, per suo mezzo, a colui che è veramente il suo Signore. Dicendo: Hanno portato via il mio Signore, usa il termine Signore in senso diverso da quello che usa quando dice: Signore, se l'hai portato via tu. Anche i profeti chiamavano signori quelli che erano soltanto degli uomini; ma ben altro era il senso che essi davano a questo termine quando dicevano: Signore è il suo nome (Sal 67, 5). Ma perché questa donna, che già si era voltata per guardare Gesù quando credeva che egli fosse il giardiniere e per parlare con lui, di nuovo, secondo il racconto dell'evangelista, si volta indietro per dirgli: Rabboni? Non è perché prima si era voltata soltanto col corpo e quindi lo aveva preso per quel che non era, mentre dopo si volta col cuore, e lo riconosce qual è in realtà?

Le dice Gesù: Non mi toccare, perché non sono ancora asceso al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Ascendo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro (Gv 20, 17). C'è in queste parole qualcosa che dobbiamo considerare, sia pur brevemente, con molta attenzione. Sì perché, con questa risposta, Gesù voleva insegnare la fede a quella donna che lo aveva riconosciuto e chiamato Maestro: voleva, da buon giardiniere, seminare nel cuore di lei, come in un campo, il granello di senape…

 

Commento ai testi

Nell’intero capitolo 20 il verbo “vedere” è usato 13 volte. Uno dei più grandi esegeti del secolo scorso,il padre gesuita Ignace de la Potterie ha svolto su questo brano e su questo verbo uno studio accurato che ha pubblicato  in un articolo apparso sulla rivista “30 Giorni” nel marzo del 1994. Nell’articolo evidenzia come l’evangelista Giovanni ha usato diversi verbi greci per esprimere “il vedere”: “blepein”, il vedere sensibile (la pietra del sepolcro è rotolata via); “theorein”, sguardo attento e osservatore (il modo in cui Maria osserva il giardiniere); “horan” il vedere perfetto, consapevole, è il contemplare ciò che vedo con gli occhi (il perfetto “heoraka” “ho visto il Signore” che usa la Maddalena è il riconoscimento che attraverso la realtà sensibile porta alla contemplazione di un’altra realtà).

Una analisi interessante che ci aiuta a riflettere sui tre personaggi che riguardano il nostro brano: Pietro, Giovanni, Maria Maddalena. Pietro coglie con gli occhi ciò che appare ma non riesce ad andare oltre. Giovanni entra più di Pietro nel mistero che ha davanti, non riesce a comprendere totalmente ma possiamo dire che “inizia a credere”. Maria ha inizialmente gli occhi completamente velati tanto che non riconosce nel giardiniere il maestro, ma al richiamo di Gesù ”Maria” i suoi occhi vedono in modo nuovo e diverso tanto da contemplare con gli occhi sensibili una realtà nuova “Gesù Signore”. Il “vedere e credere” di Giovanni non è però sufficiente a spingerlo come Maria ad andare a dire agli altri che il Cristo è risorto. In Giovanni e Pietro, come dice De La Potterie, c’è l’ignoranza circa la Resurrezione. Non possono vedere in modo completo perché il loro cuore non ha accolto la possibilità della Resurrezione. Potremmo dire che non c’è corrispondenza tra ciò che vede con gli occhi e quello che il cuore recepisce da questo vedere. Giovanni si rende conto che le fasce che avvolgevano il corpo di Gesù non erano alla rinfusa e che il “sudario”, il fazzoletto posto sulla faccia, era piegato e posto con cura in un altro luogo. Si rende conto che il corpo di Gesù non è stato trafugato ma che, il corpo, da solo ha lasciato le bende. Questo però non è ancora sufficiente a farlo andare oltre e riconoscere che il corpo contenuto in quelle bende è risorto. Se avessero creduto fino in fondo non sarebbero tornati alle loro occupazioni. Anche Maria, dopo un momento di smarrimento e di confusione, “hanno portato via il corpo” alla voce del maestro riconosce il Signore e con gioia annuncia la Resurrezione. Il prosieguo del brano, che per limiti di tempo non ho pensato di inserire e di commentare ci danno ulteriori conferme circa la difficoltà da parte degli apostoli, pensiamo ad esempio a Tommaso, di accettare la “possibilità della Resurrezione”.

 

Riflettiamo domandandoci

  • Una prima domanda riguarda il modo personale di vivere il rapporto con Cristo. Con quale dei personaggi del testo riesco a identificarmi? Chi dei tre spiega meglio oggi qual è il rapporto che io vivo con Cristo? In che modo “lo vedo”?

Ad ogni personaggio corrisponde un verbo: Pietro “sta ad osservare”; Giovanni “si domanda”; Maria, dopo un momento di smarrimento “riesce ad andare oltre”.

  • Una seconda domanda va al cuore del rapporto di coppia. In che modo come coppia “vedo e affronto” le situazioni del quotidiano? Mi fermo alla semplice constatazione e alla possibile soluzione o cerco di andare oltre e “vedere” il disegno di Dio ? “Riconosco” Cristo nella mia vita sponsale o la routine mi porta ad affrontare le giornate in modo piatto? Riesco a vedere la mia vita e le mie giornate con gli occhi della fede, della speranza, della carità?

 

La data del prossimo incontro è  il 25 Maggio. Il tema sarà “L’Ascensione”.

Vi ricordo che il 14 – 15 Aprile dalle 18.30 alle 21.30 ci saranno gli esercizi spirituali sui quattro canti del servo sofferente del libro di Isaia

Concluderemo gli incontri del “Tobia e Sara” con un fine settimana a Cortona (AR) dal 27 al 29 Giugno sul tema dei “Vangeli apocrifi”. Possiamo iniziare le iscrizioni versando una caparra di 100€ a coppia.

La quota individuale di partecipazione è di € 40/42 a persona al giorno (l'oscillazione dipende dal numero dei partecipanti). I bambini fino a quattro anni soggiornano gratuitamente. I bambini da 4 a 8 anni pagano € 25 al giorno.

Una gratuità ogni 25 paganti. Alla quota va aggiunta l'imposta di soggiorno di € 1,50 al giorno a persona (esentati i minori di anni 12). Il gruppo avrà l'uso esclusivo della struttura e di tutti gli spazi comuni.